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I piccoli scienziati della primaria montessoriana di Oggebbio scoprono tutto sui bachi da seta.

Il piccolo bruco Maisazio

Introduciamo l’argomento leggendo il libro “ Il piccolo bruco Maisazio” di Eric Carle. Dopo la lettura apriamo un discussione sulla storia del piccolo bruco che si sazia solo dopo aver mangiato una foglia.
Chiediamo: ”Che tipo di bruco può essere, che si ciba solo di foglie?” Se qualcuno suggerisce che si tratta di un  baco da seta, complimentiamoci con lui e accompagnamo la classe in una ricerca su questi simpatici insetti e le loro abitudini.
Attraverso la visione di video e la consultazione di libri del settore, scopriamo che  i bachi da seta sono le larve di una specie di farfalla la Bombyx mori che subendo una trasformazione chiamata metamorfosi da bruco diventa farfalla.

La metamorfosi
Chiediamo ai bambini se conoscono il significato di metamorfosi, raccogliamo il contributo di ciascuno  e proponiamo di verificare la correttezza delle loro affermazioni ricercando la parola sul vocabolario. La consultazione ci rivela che metamorfosi significa “trasformazione” ed in particolare in biologia per metamorfosi s'intende un cambiamento di forma che si può verificare nelle varie parti del corpo di alcuni animali. Apriamo una discussione su quali altri animali conosciuti  subiscono questo fenomeno, qualcuno suggerirà la rana o la farfalla, prendiamo nota delle indicazioni di ciascuno e verifichiamo insieme la correttezza delle risposte, consultando un’enciclopedia cartacea o digitale.
Proponiamo ai bambini di osservare il fenomeno della metamorfosi da vicino procurandoci dei bachi da seta .
Ma come fare?
In mancanza di un contatto diretto con allevatori del settore, condividiamo  con i  bambini la ricerca di un fornitore attraverso il motore di ricerca google scrivendo semplicemente: Dove potrei comprare i bachi da seta? Le proposte sono molteplici e il materiale facile da reperire; dopo aver condiviso con i bambini la scelta del nostro fornitore mandiamo una mail di richiesta.

Preparare la casa dei bachi
Nell’attesa di ricevere le uova, affianchiamo i bambini nella ricerca di ciò che è necessario per l’allevamento dei bachi da seta.
Se abbiamo a disposizione degli esperti invitiamoli in classe per avere chiarimenti e informazioni necessarie alla nostra attività.
In caso contrario utilizziamo fonti cartacee o digitali che possano fornirci tutte le indicazioni.
Dalle informazioni raccolte scopriamo che ci può essere utile una vasca rettangolare di plastica  aperta sopra, un termometro per tenere il controllo della temperatura , una retina per impedire la fuoriuscita degli insetti e naturalmente un albero di gelsi a portata di mano. (Nel caso non ci fosse un albero nelle vicinanze possiamo ordinare il nutrimento per i nostro bachi dallo stesso fornitore dal quale abbiamo acquistato le uova).
Confrontiamoci con gli alunni su quello che potrebbe servirci per documentare la nostra esperienza. Qualcuno propone di tenere un diario  sul quale fare dei disegni, il più possibile realistici, apporre la data e scrivere liberamente osservazioni e impressioni .
Qualcun altro propone di documentare anche con delle foto. Raccogliamo con entusiasmo entrambe le proposte .

Arrivano gli ospiti
Non  appena arrivano le uova  apriamo una discussione su come  procedere. Per far sì che ogni bambino partecipi attivamente al progetto, stabiliamo con  essi una tabella di turni per svolgere le seguenti attività:
- controllo della temperatura che non deve scendere sotto i 25°;
- rifornimento di foglie di gelso per i bachi;
- pulizia della teca;
- osservazione e mappatura dei mutamenti, magari con una macchina fotografica;
- misurazione con strumenti convenzionali (righello) o non convenzionali (es. i regoli) della crescita dei nostri bachi
- riportare i dati raccolti in una tabella precedentemente preparata

Dopo aver deposto delicatamente le uova sul letto di foglie precedentemente preparato, comincia l’attesa per la schiusa delle uova; i bambini scoprono che non tutte le uova si schiudono e che da quelle che si schiudono  escono animaletti tanto minuscoli che occorre dotarsi di una lente di ingrandimento per osservarli con sufficiente chiarezza. In questa  prima  fase la nutrizione è bene che sia affidata al maestro che deve utilizzare un pennellino per spostare i minuscoli bachi.
Dopo una settimana circa i bambini possono osservare la prima muta I bachi da seta hanno un notevole appetito: mangiano foglie di gelso giorno e notte, senza interruzione, e di conseguenza crescono rapidamente. Il loro pasto è interrotto solo quattro volte dalle "dormite", in corrispondenza di altrettante mute.
Dopo circa trenta giorni il baco è bello grosso e lucido e lungo 7/8 centimetri pronto per fare il bozzolo ed iniziare la sua metamorfosi.
Per agevolare la produzione del bozzolo, i bambini hanno preparato un "bosco” artificiale con alcuni rametti sottili ma abbastanza rigidi da permettere al bozzolo di rimanere aggrappato. I bachi si arrampicano su mazzi di frasche secche dove cercano un posto sicuro per costruire il bozzolo e compiere la metamorfosi in crisalide. La costruzione dura 3/4 giorni.
Per tre giorni il baco produce il filo di seta all’interno del quale si avvolge. I bambini sono affascinati da questo lavoro di precisione.
Chiediamo ai bambini perché i bachi si siano avvolti nel bozzolo, non sarà difficile per loro ipotizzare che la funzione del bozzolo è di proteggere  dai predatori il baco  in una fase delicata che è quella della metamorfosi. Ma cosa succede nel bozzolo? Invitiamo i bambini ad immaginare e rappresentare con il corpo la  trasformazione del bruco in crisalide e farfalla. Dopo 4 giorni dall’interno del bozzolo ecco che finalmente, esce la farfalla. Dopo l’entusiasmo generale  raccogliamo le osservazioni i dei bambini: ha 4 ali, 6 zampe, 3 da una parte e 3 da un'altra, ha l'addome uguale al baco, ma più corto, non mangia per niente.. ..non ha nemmeno la bocca!  Perché? Perché non mangia, è la risposta di qualcuno. Infatti la falena del baco da seta è incapace di volare e di cibarsi, il suo compito è solo quello di riprodursi.
Durante il periodo di osservazione i bambini documentano con disegni, fotografie e osservazioni scritte.

Daniela De Dorigo è insegnante della scuola primaria montessoriana di Oggebbio, dal  2016 collabora sporadicamente con la Fondazione Montessori come formatrice del metodo montessoriano e da alcuni anni fa parte dell’associazione "Il Baobab, l'albero della ricerca", che dal 2005 svolge attività di ricerca, culturali ed editoriali.

Attraverso l’associazione Baobab, dal 2014, pubblica sulla rivista specializzata La Vita scolastica, articoli che propongono percorsi didattici e formativi pensati e sperimentati con i propri studenti.

Le attività didattiche proposte sulla rivista nascono dall’esperienza diretta fatta in collaborazione con le colleghe Maria Luisa Botta e Francesca Rutto presso la scuola montessoriana di Oggebbio, dove Daniela, Luisa e Francesca propongono ormai da quattro anni, una didattica di tipo laboratoriale, in cui il bambino viene messo al centro del proprio apprendimento, e, grazie ad un ambiente appositamente strutturato, impara a saper fare, ad  attivare le proprie risorse interiori e a sviluppare autonomia e senso di responsabilità.

 

Gli articoli di Daniela De Dorigo sono qui pubblicati per gentile concessione dell'autrice e dell'editore Giunti Scuola che qui ringraziamo.

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